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La Mensola Fiorita: Inverno

La Mensola Fiorita: Inverno

Serve l’Inverno per Far Rifiorire la Primavera. Questa Mensola rappresenta il Mio Inverno. La voglia è quella di fermare ogni singolo attimo che resta di questa Stagione, di rimanere nel momento presente senza anticipare la Primavera che avrà i suoi mesi per essere apprezzata. In […]

I Fiori incontrano il Design [Flowers meet Design]

I Fiori incontrano il Design [Flowers meet Design]

Vi presento una serie di foto che ho intitolato “Flowers meet Design” proprio per raccontare questo incontro, che io trovo così affascinante, tra i fiori e alcuni oggetti di design. Un incontro che per me è un vero e proprio dialogo muto di forme, movimenti, […]

La Mensola Fiorita: Speciale Feste

La Mensola Fiorita: Speciale Feste

Quando ero piccola mia madre mi vestiva spesso di rosso, era uno dei suoi colori preferiti, un colore forte, esplosivo, mi guardava e mi diceva che mi stava benissimo.

Io il rosso lo odiavo. Non era il mio colore. Lo portavo a forza e come ho potuto scegliere non l’ho più usato. Nel mio armadio di rosso ci saranno due cose, forse.

Eppure oggi lo smalto rosso mi piace e di certo mi piace guardare questo colore in giro durante le festività natalizie.

Quando lavoravo in negozio come fiorista, il mio capo mi diceva sempre “Veronica Natale è Rosso..”, faceva un sorriso e si guardava intorno, lo ripeteva ogni anno: “Si usa per tutte le feste, fino al 6 gennaio, dopo di che sparisce per ritornare a San Valentino”.

Se è vero che in realtà amo preparare decorazioni natalizie utilizzando spesso altri colori, cercando di renderli ugualmente festosi, arriva un momento in cui alla fine questo rosso lo voglio proprio usare e, visto che è quasi l’unico momento dell’anno in cui mi piace, l’ho fatto.

In attesa del Capodanno mi sembra poi l’augurio migliore.

Palline rosse appese sui rami come un albero di Natale già fatto, questo è quello che vedo nell’Ilex, non credo ci sia ramo che renda di più il senso della festa.

Ho accostato il fiore del Loto perché la sua sfioritura mi ha da sempre affascinato, la sua base verde bucherellata mi sembra anch’essa una decorazione già pronta. Tulipani perché quando li ho visti non ho potuto non comprarli e piccole melette tutte intorno.

Se dovessi sintetizzare il senso di questa Mensola la chiamerei Fortuna. Sì perché tutti abbiamo bisogno a volte di un po’ di fortuna, di quella casualità positiva che non vanifica i nostri tanti sforzi, ma che li accompagna proprio lì dove sono diretti, un po’ di fortuna che arriva dove noi a volte non possiamo arrivare, quella fortuna che si affaccia quando tutto sembra remarci contro.

Prendete questa Mensola così, come un Inno alla Buona Sorte e alla Speranza.

Vi Auguro un 2020 pieno di ciò di cui avete realmente bisogno.

…Qualcosa di rosso per Capodanno lo abbiamo? Sì una Mensola piena di Fiori.

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L’Importanza di Fare Ghirlande 2

L’Importanza di Fare Ghirlande 2

Dicembre ti aspettavo. E di nuovo mi rifugio nella mia stanza-giardino ad intrecciare ghirlande. Lontana dal caos, con la musica e piena di fiori intorno. E’ qui che sperimento, prendo le distanze da tutto, guardo dalla giusta prospettiva, mi concentro, contemplo. Si tratta di esercitare […]

Anfora Autunnale

Anfora Autunnale

Ero in macchina la scorsa settimana, assorta nei miei pensieri di ritorno a casa, quando ad un tratto il rumore degli attrezzi dei giardinieri mi sveglia. Un brusio di fondo continuo. Ritorno così al momento presente e subito inizio a guardare a destra e a […]

La Mensola Fiorita: Autunno

La Mensola Fiorita: Autunno

L’Autunno è sempre ricco di possibilità, è una stagione meravigliosa per i fiori.
In questo periodo è per me come se esprimessero tutta la loro maturità, aprono lo spazio per una riflessione più profonda e quella decadenza che li accompagna è straordinariamente piena di poesia.

Un accostamento inusuale per questa Mensola Autunnale dove le principali interpreti sono la Gloriosa Arancio e la Dalia “Café Au Lait”.  Un display Anticonformista quanto basta.

La Dalia caffè e latte, dai toni carne, negli ultimi anni è stata tra le protagoniste indiscusse nel Floral Design, indubbiamente per le bellissime sfumature del suo colore e per la sua dimensione, che, insieme alla texture tipica del fiore, comunicano un’immediata sensazione di morbidezza e di antico romanticismo. Si è vista e stravista sul Web, nelle foto di chi lavora nel settore, delle spose, ma anche di chi usa i fiori per il visual marketing.

E’ chiaro che questo appeal modaiolo alla fine consuma e questo uso/abuso quasi fa venire a noia questo fiore bellissimo.
A me le cose alla moda non sono mai piaciute tanto, culturalmente siamo condizionati al suo tetto, ma c’è sempre un po’ il modo di uscirne, ed è ciò che motiva la scelta e la declinazione personale a fare la differenza.

Rispetto alla Dalia, trovo che la Gloriosa sia al suo opposto come fiore, per le linee e per l’immagine che suggerisce. E’ elegante con riserbo, leggera nel suo movimento e giocosa, contro la sfacciata opulenta bellezza della Dalia Caffè Latte che è un fiore “pesante” per la sua grandezza e serio nelle sue intenzioni.
Questa Mensola sottolinea e gioca su questo contrasto. I Melograni di contorno e la Gomphrena aiutano a riportare questa Dalia alla sua essenza, in una dimensione più terrena, semplice e quotidiana, lontano dai riflettori.

Qui c’è l’abbraccio avvolgente dell’Autunno in casa, un fuoco che inizia ad accendersi. La pesantezza e la gravità della terra alla base, che tiene ancorati, che va accolta e curata, e la voglia di tenere occhi e capo rivolti verso l’alto e di andare dove la propria anima spinge, leggeri, liberi, gloriosi.

Rimane di base il fatto, che la forte motivazione che mi fa scegliere i fiori per le mie Mensole, oltre l’ovvia disponibilità sul mercato, è sempre il mio sentire di quel momento, perché è solo così che loro mi aiutano a dipingere il mio mondo interiore.

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Fiori Dentro

Fiori Dentro

Fiori Dentro a Riempire Fitti gli Organi come Silenziosa Gentile Resistenza. Riproduzione Vietata

E’ tempo di Fiere di Fiori!

E’ tempo di Fiere di Fiori!

E’ tempo di Fiere di Fiori! Con la primavera tornano anche gli appuntamenti per gli amanti del verde. Io ho inaugurato la stagione con una piccola manifestazione florovivaistica, dove non ero mai stata, “Terme in Fiore” al Castello di Santa Severa, qualche settimana fa. Un […]

Il Giardino di Virginia Woolf

Il Giardino di Virginia Woolf

 Un po’ di tempo fa mi sono ritrovata a comprare “Il giardino di Virginia Woolf” di Caroline Zoob edito da l’Ippocampo.

L’ho letto praticamente d’un fiato, nonostante sia uno di quei libri da sfogliare più volte.

E’ un ottimo regalo da fare. Il suo valore aggiunto è non fermarsi alla descrizione botanica, ma tessere un discorso dove la natura si intreccia con la poesia.
Racconta una Storia quella del giardino di Monk’s House che è storia, da un lato, degli alberi e delle piante scelti, delle bordure, delle aiuole fitte, delle macchie di colore, delle “stanze” create al suo interno e, dall’altro, è la storia delle persone che lo hanno abitato e reso quello che è stato.

La creazione di uno spazio da vivere e rimirare in grado di farsi largo anche tra i pensieri più fitti e oscuri, la contemplazione di un luogo in cui seminare e ritrovare le proprie ispirazioni più profonde, la rigenerazione attraverso la natura in una dimensione familiare. Un Luogo di Cura. Credo in fondo parli di questo, della Necessità di una Bellezza Autentica, Profonda, quella costruita dalle nostre vive braccia e dalle suggestioni derivanti da tale lavoro, dalla profondità del nostro essere che curioso cerca, che mette in atto il corpo e prova ad allineare la mente, quella bellezza autentica che dura nel tempo.
Il giardino stesso e l’opera letteraria si salvano, ci parlano ancora oggi e ci oltrepassano, oltrepassano le guerre, le crisi, la malinconia, la nostalgia, la tristezza, la disperazione, la solitudine e la morte. La condizione è solo una: averne Cura.  La cura che avranno le persone che vi si stabiliranno e cercheranno di mantenere in vita la sua storia.
L’instancabile Leonard Woolf si prende cura di questo giardino con tutto se stesso, come se fosse animato da qualcosa di più grande di lui. Potremmo dire che è “suo” il giardino più che di Virginia, come lei stessa sembra suggerire nelle sue osservazioni, soprattutto per la forte volontà di metterlo in essere e di lavorarlo. Virginia si muove perfettamente tra i suoi spazi, credo lo abbia amato, contemplato, intensamente abitato. L’immagine di lei che attraversa il vialetto per raggiungere lo studio immerso nel verde dove scriveva, mi cammina nella mente lasciando una scia come fosse luce accesa.

Un giardino è sempre portatore di una storia, anzi di tante storie. Qui si inserisce la dimensione privata di questa coppia, che era sì una coppia in un certo senso “pubblica”, avevano una casa editrice, erano scrittori, erano impegnati in tante attività sociali, ma che qui ritrovava la propria intima natura.
Ed è bello anche questo, lo squarcio che offre sulla storia di questa famiglia: dalle piccole scelte a quelle più grandi che intervengono strutturalmente sulla casa e sul giardino, dalle loro annotazioni, che sembrano balzare fuori dalle pagine di un diario personale in un qualunque suo ordinario giorno, al vivere scadenzato dal ritmo delle stagioni, dei suoi fiori e dei suoi frutti.

Le fotografie di Caroline Arber sono bellissime riescono a cogliere non solo la magnificenza della natura, ma anche a condensare un po’ della sua poesia. Il libro sembra quasi lasciar parlare Virginia e Leonard in alcuni suoi punti, non mancano frasi, citazioni, osservazioni, lascia spazio anche a vecchie foto che ben ricostruiscono l’atmosfera dell’epoca, alle mappe illustrate del giardino che ne ricostruiscono la storia passo passo, agli interni della casa.

Insomma la sensazione è quella di entrare per un attimo nella vita di qualche altro, di perdersi in un giardino privato con la voglia di scorprirne tutti i segreti, di contemplare un meraviglioso spazio nuovo, che muove sentimenti profondamente umani degni di empatia.

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L’Importanza di Fare Ghirlande

L’Importanza di Fare Ghirlande

Non è Dicembre se non intreccio ghirlande. Ormai è una mia piccola tradizione da quattro anni e credo proprio di non poterne più fare a meno. Inizio alla fine di novembre in genere, e questo mi dà tutto il tempo per entrare nel giusto clima […]

Lampadari di Fiori Natalizi

Lampadari di Fiori Natalizi

In questi Lampadari di Fiori c’è la Neve, c’è la Pioggia, c’è il Vento. La Morbidezza impalpabile della Neve nei Fiori del Cotone,  la Pioggia per i Rami che a cascata scendono, il Vento nell’Erica. C’è l’Augurio nelle generose Bacche di Rosa, il Profumo nella […]


My Diary

L’Importanza di Fare Ghirlande

L’Importanza di Fare Ghirlande

Non è Dicembre se non intreccio ghirlande.
Ormai è una mia piccola tradizione da quattro anni e credo proprio di non poterne più fare a meno.
Inizio alla fine di novembre in genere, e questo mi dà tutto il tempo per entrare nel giusto clima di attesa.
Lavorare i Fiori nel periodo che precede il Natale è per me una sorta di grazia credo, una delle cose che più mi fa assaporare la Festa, uno di quei preparativi che mi fa mettere le mani in pasta anche se non cucino, che si consuma lento, che impegna tutte le mie energie e il mio sentire. Ho iniziato con una ghirlanda di abete e ancora ricordo il suo odore verde, il senso di sorpresa, le mani fredde e la bellezza provata.. ho pensato che quello avesse realmente molto a che fare con il Natale.
Da allora lo credo tutti gli anni. Amo fare le ghirlande al freddo, con giacca, sciarpa e cappello se necessari, con l’aria che sa di inverno in faccia. E’ un’attività che scava uno spazio tra i pensieri sempre più ampio a ogni giro e che restituisce gioia e un profondo senso di autenticità.
Nel fare ghirlande c’è quello spirito natalizio che raramente si trova in giro.
Fosse per me starei con le mani nei Fiori fino alle 20 del 24.

Quest’anno, oltre alle tradizionali, mi sono dedicata a sperimentare combinazioni con le Ghirlande di Fiori Secchi (se volete saperne di più sui Fiori Secchi leggete La Sfida dei Fiori Secchi e Arredare con i Fiori Secchi) e l’ho trovato molto interessante. Il risultato è una ghirlanda senza problemi di durata, minimalista e con un suo fascino strano. Ho creato principalmente quattro tipi diversi di ghirlande suddivise per colore, dettato dagli accostamenti dei Fiori scelti (Tradizionale, Natura, Cotone e Pepe Rosa).
La mia preferita? La Pepe Rosa, Amaranto e Nigella elegante e preziosa senza darlo a vedere.

La Ghirlanda per la mia Famiglia è arrivata per ultima. Interessante Curioso Mix di Fiori Secchi e Freschi.
Questa ghirlanda mi piace perché mischia con audacia elementi diversi che mai avrei messo insieme pensandoci prima.
Pepe rosa e Peperoncino? Incompatibili forse sulla carta per colore e importanza. Protee e Ortensia? Ligustro e Magnolia? E bacche di Rosa? Boh.. Forse avrei detto no.

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Ho buttato tutto nel calderone, aggiungendo anche Abete, Sanguisorba, Nigella, Amaranto, Eucalipto.
L’ho fatta di getto, prendendo i Fiori a mano a mano, pensando dovesse essere una cosa preziosa, e forse, nonostante le premesse e le apparenze, questo sentimento si è depositato lì.

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